Sprechi di tempo usati con stile.
Mi piacciono le persone, più che i principi. Più che altro, mi piacciono le persone senza principi.
utente anonimo in Molto in stile "...
utente anonimo in "E così,...
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Se i classici sono classici, un motivo ci sarà. Sono libri senza tempo, di grande bellezza eccetera. Tutto giustissimo. Però i classici russi a me stanno proprio qui [pregasi identificare "qui" con la zona pubica]. Non è che abbia qualcosa contro i russi in sè, è il modo in cui si chiamano, a darmi fastidio: nome, patronimico, cognome. Tre parole, per un totale medio di 457 sillabe, per identificare un solo essere umano.
Ho tentato di leggere: "Il Dottor Zivago". Ho dovuto rinunciare dopo un centinaio di pagine perchè l'autore, con quello che immagino sia un particolare senso dell'umorismo russo, chiamava i personaggi in modo ogni volta diverso. Non pago di ciò, aggiungeva vezzeggiativi, diminutivi e soprannomi vari, per esprimere partecipazione emotiva o semplicemente per rompere il qui [vedere la parentesi precedente, ndr].
E' finita con me che, ad ogni pagina, borbottavo: "Ma chi è questo? Da dove cavolo sbuca?!", senza rendermi conto che era lo stesso tizio di cui si parlava una ventina di righe più su. Poi mi sono rotto, mi da fastidio che uno rispondente al nome di Piotrlaevichnic, o quel che è, diventi Piotrlaevichninichubertsticazzinski. Ci vuole una pagina solo per scriverlo.
"E così, ne hai schiacciato un altro sotto il tacco della scarpa. Come una sigaretta consumata."
"Bella immagine. Ma fuori luogo: sono scarpe di gomma, non hanno il tacco."
"Già. E ora?"
"E ora che?"
"E ora che si fa?"
"Quello che si fa tutti i giorni."
"Tenteremo di conquistare il mondo?"
"Beh, solo nel tempo libero."
"E nel frattempo? Vai avanti, con gli occhi bassi per scansare le merde?"
"Io si. E tu continuerai a sparare metafore?"
"Oh, su, non senti quest'aria di gioia e rinnovamento?!"
"No. Per l'ennesima volta, no. Sei stato capace di diventare antico e seccante perfino col rinnovamento. Mi sento come ieri, come l'altro ieri, come il giorno prima ancora e come mi sentirò domani."
"E non ti sembra il caso di darti una regolata?"
"Non ne vale la pena. Soprattutto, non ne vale la pena ora."
"Perchè ora no?"
"Perchè va di moda, in questo periodo. Magari ne riparliamo intorno a febbraio-marzo."
"...E' sempre una questione di stile..."
"Sempre."
Ancora una volta, sperando che sia l'ultima, lascio parlare Capossela e taccio.
Giornata nuvolosa
110 millibar
tempo adatto per bruciare
le immondizie le zavorre
da buttare a mare
C'è qualcuno che ha sbagliato
qualcuno che si è frantumato
con quello che ha desiderato
ma guarda in alto
tu guarda in alto
la meraviglia ritornare
Solo gli ingenui ad aspettare
il bello che deve arrivare
ma tutto viene solo quando
si rompe il volto dell'incanto
non si può vedere prima
se non hai fame
se non hai rovina
si vede solo quando tutto è a
scata scatà scatà Scatafascio
Qui nel muro c'è una crepa
c'è una crepa che fa male
perché starla a riparare
metti una mina
falla saltare
falla mandare tutto a
scata scatà scatà Scatafascio
meglio un botto solo
e andare a
scata scatà scatà Scatafascio
Ammucchiati nell'imbuto
non si scende dentro il buco
perciò un invito nell'imbuto
è per tutti un po' d'aiuto
ma si può vedere prima
se non hai fame se non hai rovina
si vede solo nello
scata scatà scatà Scatafascio
Se vuoi tre bastano tre
è il quarto in più
ch'è da scacciare
ma si accanisce a ritornare
e mi accanisco ancora
e lo so bene quando è l'ora
quando il meglio è già venuto
quando il tempo è già scaduto
quando è l'ora di partire di tornare
e finemente rigustare
ma proprio lì voglio restare
è proprio lì che voglio stare
fino a mandare tutto a
scata scatà scatà Scatafascio
meglio un botto solo
meglio un botto solo
e andare a
scata scatà scatà Scatafascio.
Frase del giorno [letta in un forum]:
"una persona nel 90% dei kasi nn fa niente senza un kontaconto ke in questo kaso sarebbe il potere"
Parafrasando il buon Caparezza:
Iodellavitanonhocapitouncazzo!
Tadah. Un post che smentisce tutti i precedenti.
Insomma, c'è questo ristorante argentino, dalle mie parti. Zona Angri. E' proprio tutto argentino: carni argentine, proprietaria argentina, video argentini di Stanley Jordan [argentino], pareti dedicate a dei personaggi importanti argentini. Carlos Gardel, ballerini non meglio identificati di Tango, Maradona. Ah, no, Maradona non conta: che, c'era bisogno di andare fino al ristorante argentino, per trovare fotografie di Maradona in provincia di Napoli?!
Vabeh, comunque. Dicevo. E' tutto argentino, tutto tutto. Tranne il pizzaiolo, che è di Corbara.
E, mentre il cuoco argentino del ristorante argentino, col locale pieno, poteva beatamente fumarsi una sigaretta...il pizzaiolo sudava e lavorava come uno schiavo.
Ho contato, su una trentina di clienti, circa ventuno pizze e mezzo. Una era la versione mignon, quella per i bambini. Più fritturini misti, che di argentino non hanno veramente un cazzo. Non si può avere idea di quanto mi sentissi a disagio, nel mangiare tortillas e una enorme fetta di Angus...ma come, vieni al ristorante argentino e non ordini la pizza?! E bevi Tuborg, invece di sangria.
Sarà che quella fetta di carne, con tortillas e sangria, ha dissanguato più il mio portafogli che quella santa vacca che è stata immolata per il bene superiore del mio palato. Però certa gente veramente non la capisco.
Sinistra e regime secondo Silvio Berlusconi. "Hanno molto, anzi troppo: la scuola, l'università, i giornali, nonostante tutto le televisioni, i patronati, la magistratura, non parliamo della Corte Costituzionale, governano in sedici Regioni su venti e per questo se avessero anche la maggioranza e il governo saremmo al regime. Ma noi non glielo daremo".
Odio parlare di politica nel blog. Ma non potevo non postarla, questa.
Supponiamo per un istante che io, stanotte, abbia brillantemente deciso di imitare Fred Astaire. Supponiamo, ancora, che io abbia operato un remake della sua famosa scena sotto la pioggia, eliminando tuttavia l'ombrello. Supponiamo, infine, che la sequela di improperi che bofonchiavo mentre tornavo a casa alle sei del mattino, fosse in realtà un allegro motivetto, orecchiabile e ballabile.
Se accettiamo tali affermazioni come vere, otteniamo il risultato di considerarmi un genio del cinema. Tuttavia, in quest'ottica, non si giustificherebbero il mal di testa, la tosse, il raffreddore che dal momento in cui mi sono svegliato [circa venti minuti fa] mi assediano.
In buona sostanza, ho avuto un eccellente avvio verso una carriera che non voglio portare avanti e che, finora, mi ha regalato solo una brutta e improvvisa influenza.
L'inglese fa figo. E tanto. Me ne sono reso conto leggendo, in vari forum, porcate come: "Speakare", "uploadare", "engineerare". Però non son porcate, dai. Alla fine no. Voglio dire, effettivamente certe cose, tradotte in italiano, non rendono appieno. Ho steso questa lista, per dare un'idea di quanto affermo. Si riferisce solo a gruppi musicali e ha, accanto, l'idea che mi ispira la traduzione dei nomi originali nella lingua di Dante:
Nick cave and the bad seeds/Nicola Caverna e i cattivi semi: gruppo folk pugliese.
Federico Mercurio, medico.
Testament, studio notarile.
Cradle of filth/mangiatoia di schifezza * : trattoria il cui proprietario ha un gran senso dell'umorismo.
Screaming trees/alberi urlanti: associazione ecologisti radicali.
Three doors down: agenzia locazioni sottoscala.
Tool: associazione artigiani e manovali autonomi.
Hammerfall: sottosezione dei Tool.
Led Zeppelin: supposte teleguidate.
Iron Maiden/Fanciulle di ferro: squadra di football femminile molto acculturata.
John Lee Hooker, il vero nome di Capitan Uncino.
Nine inch Nails/unghie di nove inchs: centro manicure.
Gipsy Kings/Re Gitani: profughi megalomani.
Dead can Dance/I morti possono danzare: pompe funebri.
Kate Bush, giardinaggio e pompini.
Radiohead/Testa di Radio: c'è bisogno di commentare?!
White Stripes/Strisce bianche: titolo dell'autobiografia di Lapo Elkann e di quella di Collina.
Damien Rice/Damiano Riso: vedete che non è la stessa cosa?
Rage Against the Machine/Rabbia contro la macchina: storia del raccordo anulare di Roma.
Si ringrazia, per la cortese partecipazione e per il contributo fornito, il dott. Johann Demach, già Wumpscut o Giovanni.
*Si, lo so che "cradle" significa "culla" e "filth" non è proprio "schifezza". Ma ricordo di aver letto da qualche parte che "cradle" si può intendere anche come "mangiatoia" e il concetto di "filth" è grosso modo quello. D'altronde, chi se ne fotte?
Allora, io ci riprovo. Ho riattivato i commenti, dopo diversi mesi in cui erano off.
Prego la persona [diciamo non identificata] che mi ha costretto a bloccarli di non intervenire più. Per favore. Non tanto per gli sfottò...Quanto per certe osservazioni sul mio stato di salute mentale, che mi hanno ferito. Soprattutto in considerazione del fatto che questa persona mi conosce nella realtà [si è presa persino la briga di telefonarmi] e certe cose le sa.
Tutto ciò, naturalmente, ammesso che la persona in questione legga ancora questo blog. E non credo.
No, scusate. Però questo articolo è proprio da leggere. Mi inchino di fronte a chi l'ha scritto. Ho anche già trovato la mia parte preferita. Parlando dell'autobiografia di [quel coglione di, ndr] Marylin Manson, al secolo [quel coglione di, ndr] Brian Warner:
Ovviamente, il giovane Brian frequenta una repressiva scuola religiosa, nella quale ovviamente sviluppa un senso di disgusto e di ribellione verso quel tipo di educazione; ovviamente nella sua grigia famiglia non mancano anche perversioni nascoste (incarnate nella figura del nonno) alle quali l'autobiografia dedica pagine esilaranti.
Per esempio, mica l'ho capita questa di Andreotti che "recita" nella pubblicità della Tre [three is a magic numbeeeer] insieme alla Marini e a quell'altro. Coso, lì, Amendola. Io SO che c'è qualche calcolo dietro questa scelta. Mi ci giocherei i doni più preziosi di Madre Natura. Perchè quell'uomo è immune alla demenza senile che ha colto, invece...non so, Pannella, tanto per citarne uno.
D'altronde, posso stare da qui a domani mattina a pensarci su. La mente di quell'uomo, con tutta la sua genialità politica, è sempre stata e rimarrà un mistero, per me.
Ecco, si. Per l'appunto. Il pc ha ripreso a funzionare, dopo che il tecnico ci si è scervellato per ore.
Ed era come dicevo io.
Avevi torto, tecnico, e io avevo ragione. Hai provato a ripristinare, formattare, infiltrare.
E il pc restava orgogliosamente rotto..
E invece il problema era quello che dicevo io.
E ci sono voluti dieci minuti per sistemarlo, una volta che hai capito che avevo ragione io.
Perchè non mi hai dato subito ascolto, tecnico? Me ne sarei occupato personalmente, perchè sapevo in teoria su cosa agire. Però non avevo idea del come. Potevamo mettere insieme le nostre conoscenze e venirne a capo.
In dieci minuti.
Ma non mi hai dato ascolto subito.
Comunque. Dov'eravamo rimasti? Ah, si. Stasera posto qualcosa, ora torno a studiare. Comunque, avevo ragione io.
Il mio sovraccarico opinionistico, sommato ad un pc che non vuole saperne di funzionare, ha raggiunto l'apice in questa conclusione, a cui sono arrivato tra un sacramentare e l'altro davanti ad un monitor che si spegne da solo:
L'informatica non è una scienza, ma un'arte. Più precisamente, è l'arte di far credere ai fessi che l'informatica sia una scienza.
Il mio computer, ad esempio, è dominato dal Caos. E' un devoto servo dell'Entropia e della Corruzione Universale. Non segue alcun tipo di logica, nel suo funzionare solo quando e come gli va.
Windows è un po' come l'Ulisse di Joyce, e segue le stesse leggi.
Il fatto è che per anni Gates ci ha propinato questa affascinante balla secondo cui l'informatica sarebbe una scienza, se non esatta, quantomeno spiegabile razionalmente. Tale informazione, palesemente inventata, ha creato un effetto boomerang che si è ritorto contro lo stesso zio Bill.
Per cui, a parità di risultati:
Joyce è acclamato come un genio.
Gates risulta essere un incapace.
Erano giorni che cercavo di avviare questo macinino di computer per postare due righe.
Non ci sono riuscito.
In realtà quello che state leggendo è solo un'illusione, che fa parte di ciò di cui Windows [con la complicità del demone minore Splinder] vuol convincervi. Abiurate, gente, abiurate e passate al Mac.
Frase del giorno:
"Devi capire che è una persona molto particolare, non puoi prenderla così di petto: ha solo un'intelligenza un po' settoriale..."
"...E un'idiozia molto versatile."
Mi trovo in una dirompente fase di sovraccarico opinionistico. Fagocito informazioni su qualsiasi argomento che mi capiti a tiro e poi le vomito a raffica riplasmate in finte idee con tasso di libertinaggio variabile e cognizione di causa più o meno profonda.
Detto in termini molto più prosaici, mi sto divertendo un mondo a sparare un sacco di cazzate su tutto. L'università, in primis. L'aver conosciuto alcune persone che sto anche frequentando, durante gli ultimi esami che ho dato, mi sta facendo più male che bene. A lungo andare l'interessarmi alle faccende di quella merda di facoltà potrebbe spezzare il sottile equilibrio che avevamo faticosamente creato. Io e lei, intendo. Studio a casa, do esami e cerco di avere a che fare il meno possibile con te, chi insegna lì e chi ti frequenta. Tu mi dici cosa studiare, mi convalidi gli esami e gioisci della mia assenza, crogiolandoti nella allampanata mediocrità di un omogeneo ammasso di futuri principi del Foro. Almeno, così eravamo andati avanti finora.
Oppure che so, la musica. Ho avuto la brillante idea di cercare di rimuovere l'antico e radicatissimo odio che covo nei confronti del japanese rock. Un pomeriggio buttato. Se non altro, scaricando non si spende nulla: non vi metterò in mano neanche una lira, stronzette pigolanti.
Eccetera eccetera.
"Lo ritieni davvero necessario?"
"E' una questione di principio."
"Non è quello che ho detto. Io ho chiesto se è davvero necessario, non se vuoi davvero farlo."
"Si, è necessario. Il mio blog non è il mio blog, senza un po' di sarcasmo gratuito qua e là."
"Va bene, allora. Fai del sarcasmo. Su cosa?"
"Ammetto che questo era un punto su cui non avevo ancora riflettuto. Ma è colpa tua, mi hai tenuto impegnato fino ad ora in discussioni stupide sull'utilità di questo post."
"Sto zitto."
"No, invece dimmi qualcosa di costruttivo."
"Beh, il sarcasmo che ti riesce meglio riguarda il mondo che ti circonda. Guardati intorno."
"Mh, si, questo posso farlo. Dunque, vediamo...questa penna! Potrei fare sarcasmo su questa penna. Secondo te c'è qualcosa da dire, al riguardo?"
"No. Soprattutto perchè ha ancora inchiostro e la pallina gira perfettamente. E una penna che scrive espleta la sua funzione con tale efficacia da annullare ogni possibilità di sarcasmo. E smettila di fissarla, non ci sono graffi nè difetti particolarmente notevoli."
"Ok, ok. Potrei lamentarmi degli allarmi dei negozi che si attivano sempre, la domenica pomeriggio! E continuano a suonare all'infinito, perchè il negoziante non è lì a bloccarli!"
"Guarda, io non voglio fare il guastafeste, ma se l'allarme è acceso e abilitato a suonare, probabilmente è a causa del fatto che il proprietario del negozio si trova momentaneamente lontano dallo stesso. Continuo a non notare difetti degni di menzione, neanche negli allarmi domenicopomeridiani."
"Le vecchiette che attraversano la strada con esasperante lentezza?"
"Tanto non guidi. Che ne sai. Magari sarà fastidioso per gli automobilisti, ma tu non lo sei."
"I cani che pisciano proprio fuori al portone?"
"Disgustoso e irritante, te lo concedo. Ma non vorrai metterti a fare ironia sulle pisciate zoologiche? A parte dire che i padroni meriterebbero di affogare in urine di derivazione canina, hai altre idee?"
"Senti, io DEVO fare ironia. Sono brillante, sarcastico, non so mai stare zitto e critico tutto per il puro gusto di farlo."
"Potresti ironizzare sul non riuscire ad ironizzare su nulla."
"Non credo di essere ancora arrivato a questo livello di depravazione."
"Rileggiti questo fottutissimo post e poi vieni a dirmelo di nuovo, se ne hai il coraggio."
E così, un'altra tacca sul fucile.
Però dovrebbero eliminare dal calendario il giorno prima degli esami. Ci vorrebbe un fuso orario di circa 30 ore, che si attivi automaticamente tra il pensare: "In questi giorni ho un esame" e il sospiro che lasci dietro di te come fa una lumaca con la bava, mentre tiri su il culone peloso per andare a "conferire", sicchè in un attimo tu balzi da uno stato di placida rilassatezza ad uno di tensione adrenalinica, eliminando alla radice tutta quella fastidiosissima fase di mero nervosismo ansioso. Fase che, tra l'altro, offre possibilità di guadagno solo ad una persona: il mio tabaccaio. Penso di avergli sponsorizzato il cenone natalizio.
A parte queste dovute considerazioni [perchè mi sono impegnato, per contratto con Madre Natura, ad essere negativo a prescindere], togliermi dai coglioni anche Diritto Romano riapre le mie giornate a numerose alternative che ho tutte le migliori intenzioni di sfruttare.
Avevo deciso di aspettare quest'altro esamissimo, per postare riguardo a questa faccenda. C'è aria di rinnovamento, in giro. A causa del mio ciclo vitale invertito, io mi sveglio in autunno, coi primi freddi. Cambio look, rinnovo il guardaroba [cosa che non facevo da più di due anni, ormai], mi rimetto persino a suonare un po'. Scrivo cose. Cose prive del benchè minimo valore "artistico" [perdonate la parolona, ma non mi viene in mente nulla di meglio], oltre che fini a se stesse a livello contenutistico: ma è già un passo avanti, rispetto ai 6 mesi passati a scambiarsi solo formali saluti con carta e penna.
Leggo, ascolto musica, fumo come un turco ma provo a diminuire la mia dose di nicotina quotidiana. Faccio telefonate a destra e a manca, e ciao come stai e che si dice in giro e scusami se non mi son fatto vedere e che fai domani? Se vuoi ci si prende un caffè.
Di quelle stronzate che ti riportano in circolo il sangue. Progetti a brevissimo termine di viaggi: eh si, perchè io, se non viaggio per troppo tempo, metto giù radici. E non va bene. Che cazzo, se mi hanno paragonato agli uccelli ci sarà un motivo. Bisogna tenerle alte, certe bandiere...
Prima o poi mi toglierò lo sfizio di andare in un posto a casaccio, puntando ad occhi chiusi il dito sul mappamondo. Probabilmente, ciò che mi ferma ora è l'aver appena visto Open Water: il pensiero di finire in viaggio nel bel mezzo dell'oceano mi inquieta, lo ammetto. Succede, voglio dire, ognuno ha le sue fobie.
In preda al classico torcersi di budella pre-esame, posto qui una canzone che trovo estremamente adatta ad esprimere il mio umore attuale. Da domani, comunque, si torna a postare regolarmente. Prometto.
Normalmente, non ho simpatia per l'hip hop di nessun Paese: Frankie Hi-nrg, però, rappresenta una delle poche eccezioni. Il pezzo si chiama: "Il beat come anestetico."
Ok, basta far finta di essere depressi, direi che l'adolescenza è finita da un po'. Diamoci una mossa. Due settimane di vacanza dal resto del mondo sono state più che sufficienti.
Per colpa di quell'emerito imbecille che si ostina a telefonarmi e rompere il cazzo nel blog, i commenti sono disabilitati fino a tempo indeterminato.